La legge n. 78 del 1983, titolata Aggiornamento della legge 5 maggio 1976, n. 187, relativa alle indennità operative del personale militare”, disciplina le principali indennità operative definendole come il “compenso per il rischio, per i disagi e per le responsabilità connessi alle diverse situazioni di impiego derivanti dal servizio” (articolo 1). Ai sensi dell’articolo 17 [1] di tale legge, alcune di queste indennità – che possiamo azzardare a chiamare “fondamentali” – “non sono cumulabili fra loro […], salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole e le eccezioni stabilite” dalla legge n. 78 del 1983 stessa. Tanto premesso, possiamo dire che le indennità operative “fondamentali” sono:

  • l’indennità di impiego operativo (cosiddetta di base – articolo 2 [2] della citata legge n. 78/1983);
  • l’indennità d’impiego operativo per reparti di campagna (articolo 3 [3] della citata legge n. 78/1983);
  • l’indennità di imbarco (articolo 4 [4] della citata legge n. 78/1983);
  • l’indennità di aeronavigazione (articolo 5 [5] della citata legge n. 78/1983);
  • l’indennità di volo (articolo 6 [6] della citata legge n. 78/1983);
  • l’indennità per il controllo dello spazio aereo (articolo 7 [7] della citata legge n. 78/1983).

Per completezza di informazione, sappiate che le principali indennità “supplementari” disciplinate dalla citata legge n. 78 del 1983, la cui eventuale cumulabilità è disciplinata dall’articolo 17 [8] , sono l’indennità supplementare di marcia e prontezza operativa (art. 8); l’indennità supplementare per truppe da sbarco, per unità anfibie e per incursori subacquei (art. 9); l’indennità supplementare di comando navale, di mancato alloggio e di fuori sede (art. 10); le indennità supplementari per servizio idrografico e per particolari incarichi espletati a bordo delle unità navali (art. 11); le indennità supplementari per pronto intervento aereo, per piloti collaudatori-sperimentatori, per piloti istruttori di volo o di specialità e compensi di collaudo (art. 13); le indennità per allievi piloti, per allievi navigatori, per ufficiali allievi osservatori, per allievi paracadutisti (art. 14); l’indennità di volo oraria (art. 15) e l’indennità supplementare per servizio presso poligoni permanenti, installazioni e infrastrutture militari, stazioni radio e radar con compiti tecnico-operativi militari di carattere speciale (art. 16).

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[1] art. 17 della legge n. 78 del 1983 – Norme di corresponsione e cumulabilità delle indennità:“Le indennità previste dai precedenti articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole e le eccezioni stabilite dalla presente legge, non sono cumulabili fra loro. Le stesse indennità e le indennità di cui ai commi primo e secondo dell’articolo 9 della presente legge non sono cumulabili con le indennità per servizio d’istituto di cui alla legge 23 dicembre 1970, n. 1054, e successive modificazioni, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 1 della legge 5 agosto 1978, n. 505. Tuttavia, il personale che si trovi in condizioni di aver diritto ad una delle indennità di cui ai precedenti articoli 2, 3, 4 e 7 e sia già provvisto di indennità di aeronavigazione o di volo conserva il trattamento in godimento. Qualora la misura di tale trattamento sia inferiore a quella dell’indennità di cui ai citati articoli 2, 3, 4 e 7, queste ultime indennità sono corrisposte per la differenza. Ai piloti e agli specialisti che svolgono attività aeronavigante o di volo con aeromobili imbarcati sono corrisposte, in deroga al divieto di cumulo stabilito dal precedente primo comma, le indennità di aeronavigazione o di volo e l’indennità d’imbarco, delle quali la più favorevole in misura intera e l’altra in misura ridotta al 25 per cento. Le indennità supplementari di cui ai precedenti articoli 9, 10 e 11, salvo l’indennità supplementare di comando navale, non sono suscettibili degli aumenti percentuali previsti dall’articolo 5 del regolamento sugli assegni d’imbarco approvato con regio decreto 15 luglio 1938, n. 1156, e successive modificazioni. Ai piloti, agli specialisti e ai paracadutisti che svolgono attività aeronavigante, di volo o di paracadutismo presso comandi, grandi unità, reparti e supporti delle truppe alpine delle armi e dei servizi sono corrisposte in deroga al divieto di cumulo stabilito al primo comma, le indennità di aeronavigazione e di volo e la indennità di cui al secondo comma dell’articolo 3, delle quali la più favorevole in misura intera e l’altra ridotta all’8 per cento. Le indennità indicate al primo comma del presente articolo sono cumulabili con quelle di cui all’articolo 21 della legge 27 maggio 1970, n. 365. L’indennità d’impiego operativo di cui all’articolo 2 spettante agli ufficiali e sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica è sospesa o ridotta solo nel caso di sospensione o riduzione dello stipendio e nelle stesse misure di riduzione previste per quest’ultimo. Nel primo comma dell’articolo 5 delle norme approvate con il regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1302, convertito in legge dalla legge 4 aprile 1935, n. 808, le parole “è sospesa salvo il disposto del successivo articolo 8” sono sostituite dalle altre: “è sospesa o ridotta, nelle stesse misure di riduzione previste per lo stipendio, salvo il disposto del successivo articolo 8”. Le indennità di cui agli articoli 3, 4, 7 e 14, nonché tutte quelle supplementari previste ai precedenti articoli, fermo comunque il diritto all’indennità di cui all’articolo 2, non sono corrisposte al personale in licenza straordinaria, al personale assente dal reparto, dalla nave o dal servizio per infermità quando questa si protrae oltre il quindicesimo giorno e, salvo il disposto dell’articolo 14, al personale che, fruendo del trattamento economico di missione con percezione della relativa diaria, frequenta corsi presso le accademie, le scuole e gli istituti di forza armata o interforze, nonché presso le università o all’estero.  Salvo quanto disposto dalla presente legge, le indennità di imbarco, di aeronavigazione, di volo o di pilotaggio vengono corrisposte con le modalità previste rispettivamente dal regolamento sugli assegni di imbarco approvato con regio decreto 15 luglio 1938, numero 1156, e successive modificazioni, e dalle norme approvate con il regio decreto-legge 20 luglio 1934, numero 1302, convertito in legge dalla legge 4 aprile 1935, n. 808, e successive modificazioni. Le misure giornaliere delle indennità stabilite dalla presente legge, nei casi in cui occorra determinarle, sono pari ad un trentesimo di quelle mensili. Le disposizioni della presente legge concernenti le indennità di aeronavigazione, di volo, di pilotaggio e relative indennità supplementari valgono anche, in quanto applicabili, per gli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa dei reparti di volo del Corpo della guardia di finanza e per il personale dei reparti di volo della polizia di Stato in possesso del brevetto militare di pilota, osservatore o specialista o facenti parte di equipaggi fissi di volo o che frequentano corsi di pilotaggio, di osservazione aerea o di paracadutismo”.

[2]: art. 2 della legge n. 78 del 1983 – Indennità di impiego operativo: “Al personale militare dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, salvo i casi previsti dagli articoli 3, 4, 5, 6, primo, secondo e terzo comma, e 7, spetta l’indennità mensile di impiego operativo di base nelle misure stabilite dall’annessa tabella I per gli ufficiali e i sottufficiali e nella misura di lire 50.000 per gli allievi delle accademie militari e per i graduati e i militari di truppa volontari, a ferma speciale o raffermati. Per gli ufficiali e per i sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, comandati a prestare servizio presso l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, è fatta salva la possibilità di optare, a domanda, dalla data di entrata in vigore della presente legge, per l’indennità mensile per servizio di istituto prevista dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1970, n. 1054, e successive modificazioni. A detto personale è attribuito altresì, qualora ne ricorrano i presupposti, il compenso per lavoro straordinario, di cui all’articolo 63 della legge 1 aprile 1981, n. 121, nella stessa misura prevista per il personale dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza”.

[3]: art. 3 della legge n. 78 del 1983 – Indennità d’impiego operativo per reparti di campagna:“Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica in servizio presso i comandi, gli enti, i reparti e le unità di campagna appresso indicati spetta l’indennità mensile di impiego operativo nella misura del 115 per cento di quella stabilita dal primo comma dell’articolo 2, rispettivamente per l’ufficiale o sottufficiale dello stesso grado e della stessa anzianità di servizio militare, escluse le maggiorazioni indicate alla nota b) dell’annessa tabella I:

corpi d’armata;
divisioni;
brigate e aerobrigate;
stormi e reparti di volo equivalenti;
gruppi, gruppi squadroni, squadriglie e squadroni di volo;
reparti elicotteri e reparti antisom;
reparti di difesa di aeroporti e di eliporti armati;
reparti intercettori teleguidati (IT);
comandi e reparti di difesa foranea e batterie costiere;
unità di controllo operativo e unità di scoperta;
centrali e centri operativi in sede protetta;
unità di supporto, comandi, enti e reparti, non inquadrati nelle grandi unità, aventi caratteristiche di impiego operativo di campagna.

Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica in servizio presso comandi, grandi unità, unità, reparti e supporti delle truppe alpine delle armi e dei servizi spetta l’indennità mensile di impiego operativo nella misura del 125 per cento di quella stabilita dal primo comma dell’articolo 2, rispettivamente per l’ufficiale o sottufficiale dello stesso grado e della stessa anzianità di servizio militare, escluse le maggiorazioni indicate nella nota b) dell’annessa tabella I. Ai graduati e militari di truppa volontari, a ferma speciale o raffermati dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica è corrisposta un’indennità di impiego operativo mensile di lire 60.000 quando in servizio presso i comandi, gli enti, i reparti e le unità di cui al primo comma e di lire 70.000 quando in servizio presso i comandi, grandi unità, unità, reparti e supporti di cui al secondo comma”.

[4]: art. 4 della legge n. 78 del 1983 –Indennità di imbarco:“Agli ufficiali e ai sottufficiali della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica imbarcati su navi di superficie in armamento o in riserva iscritte nel quadro del naviglio militare spetta l’indennità mensile d’imbarco nella misura del 170 per cento dell’indennità d’impiego operativo stabilita dal primo comma dell’articolo 2, rispettivamente per l’ufficiale o sottufficiale dello stesso grado o della stessa anzianità di servizio militare, escluse le maggiorazioni indicate alla nota b) dell’annessa tabella I. Agli ufficiali e ai sottufficiali della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica imbarcati su sommergibili spetta l’indennità mensile d’imbarco nella misura del 220 per cento dell’indennità d’impiego operativo stabilita dal primo comma dell’articolo 2, rispettivamente per l’ufficiale o sottufficiale dello stesso grado e della stessa anzianità di servizio militare, escluse le maggiorazioni indicate nella nota b) dell’annessa tabella I. Agli allievi delle accademie militari e ai graduati e militari di truppa volontari, a ferma speciale o raffermati della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica è corrisposta un’indennità mensile d’imbarco nella misura di lire 90.000 quando imbarcati su navi di superficie in armamento o in riserva e di lire 140.000 quando imbarcati su sommergibili. Ai graduati e militari di truppa in servizio di leva della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica è corrisposta un’indennità mensile d’imbarco nella misura di lire 36.000 quando imbarcati su navi di superficie in armamento o in riserva e di lire 90.000 quando imbarcati su sommergibili. Le indennità di cui ai precedenti commi spettano anche al personale imbarcato su navi di superficie o su sommergibili in allestimento, ancorché non iscritti nel quadro del naviglio militare, a partire dalla data di inizio delle prove di moto”.

[5]: art. 5 della legge n. 78 del 1983 – Indennità di aeronavigazione:“Agli ufficiali e ai sottufficiali dei ruoli naviganti dell’Arma aeronautica spetta l’indennità mensile di aeronavigazione nelle misure stabilite dalle colonne 1, 2 e 3 dell’annessa tabella II, in relazione al tipo di aeromobile sul quale svolgono l’attività di volo. Tale indennità è corrisposta agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Esercito e della Marina, in possesso del brevetto militare di pilota, assegnati per svolgere attività di volo ai reparti di volo dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, nonché a quelli assegnati agli organi di comando, addestrativi e logistici preposti all’attività aerea di ciascuna forza armata o interforze. Per i generali di corpo d’armata e di divisione dell’Esercito e gradi corrispondenti della Marina in possesso di brevetto militare di pilota la stessa indennità è corrisposta soltanto quando sono direttamente preposti a comandi di unità aeree. Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina impiegati a bordo di aviogetti supersonici biposto da combattimento con funzioni di operatore di sistema spetta l’indennità mensile di aeronavigazione nelle misure stabilite dalla colonna 2 della annessa tabella II. Agli ufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica osservatori, in possesso del relativo brevetto militare, assegnati per l’attività di volo a reparti di volo dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, spetta la indennità mensile di aeronavigazione nella misura stabilita dalla colonna 4 dell’annessa tabella II. Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica in possesso del brevetto militare di paracadutista, chiamati a prestare effettivo servizio in qualità di paracadutista presso unità paracadutisti, spetta l’indennità mensile di aeronavigazione nelle misure stabilite dalla colonna 3 dell’annessa tabella II, tenendo conto unicamente dell’anzianità di effettivo servizio presso le anzidette unità, in funzione di paracadutista. Ai graduati e ai militari di truppa in possesso del brevetto militare di paracadutista, nelle medesime condizioni di impiego di cui al comma precedente, è corrisposta un’indennità mensile di aeronavigazione nella misura di lire 160.000 per quelli dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica e di lire 80.000, cumulabili con le indennità per il servizio di istituto di cui alla legge 23 dicembre 1970, n. 1054, e successive modificazioni, per quelli dell’Arma dei carabinieri. Agli ufficiali, ai sottufficiali e ai graduati e militari di truppa dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, in possesso del brevetto militare di paracadutista, che non siano in servizio presso unità paracadutisti, ma che svolgano l’attività annuale di allenamento con il paracadute stabilita con determinazione ministeriale, è dovuta per una volta nell’anno solare una mensilità dell’indennità percepita nell’ultimo mese di effettivo servizio presso le predette unità ai sensi dei commi quarto e quinto del presente articolo”.

[6]: art. 6 della legge n. 78 del 1983 – Indennità di volo:“Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina facenti parte degli equipaggi fissi di volo spetta l’indennità mensile di volo nelle misure stabilite dalla colonna 1 dell’annessa tabella III. Ai graduati di truppa dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina facenti parte degli equipaggi fissi di volo spetta l’indennità mensile di volo nella misura di lire 140.000 e di lire 70.000, cumulabili con l’indennità per il servizio d’istituto di cui alla legge 23 dicembre 1970, n. 1054, e successive modificazioni, per quelli dell’Arma dei carabinieri e dei Corpi di polizia. Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina assegnati a reparti sperimentali di volo e che vi svolgono, con carattere di continuità, effettive mansioni di sperimentatore in volo spetta l’indennità mensile di volo nelle misure stabilite dalla colonna 2 dell’annessa tabella III. Resta ferma nelle misure spettanti anteriormente all’entrata in vigore della presente legge e con le stesse modalità di corresponsione l’indennità mensile di volo dovuta agli ufficiali, ai sottufficiali e ai graduati e militari di truppa dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina che effettuano servizi di volo diversi da quelli indicati ai commi precedenti”.

[7]: art. 7 della legge n. 78 del 1983 – Indennità per il controllo dello spazio aereo:“Agli ufficiali e ai sottufficiali dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina, in possesso delle prescritte abilitazioni, adibiti alle operazioni di controllo dello spazio aereo, spetta, in funzione dell’effettivo svolgimento delle operazioni connesse con i gradi di abilitazione indicati nella annessa tabella IV, l’indennità speciale mensile nelle misure stabilite dalla predetta tabella”.

[8] art. 17 della legge n. 78 del 1983 – Norme di corresponsione e cumulabilità delle indennità:“Le indennità previste dai precedenti articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole e le eccezioni stabilite dalla presente legge, non sono cumulabili fra loro. Le stesse indennità e le indennità di cui ai commi primo e secondo dell’articolo 9 della presente legge non sono cumulabili con le indennità per servizio d’istituto di cui alla legge 23 dicembre 1970, n. 1054, e successive modificazioni, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 1 della legge 5 agosto 1978, n. 505. Tuttavia, il personale che si trovi in condizioni di aver diritto ad una delle indennità di cui ai precedenti articoli 2, 3, 4 e 7 e sia già provvisto di indennità di aeronavigazione o di volo conserva il trattamento in godimento. Qualora la misura di tale trattamento sia inferiore a quella dell’indennità di cui ai citati articoli 2, 3, 4 e 7, queste ultime indennità sono corrisposte per la differenza. Ai piloti e agli specialisti che svolgono attività aeronavigante o di volo con aeromobili imbarcati sono corrisposte, in deroga al divieto di cumulo stabilito dal precedente primo comma, le indennità di aeronavigazione o di volo e l’indennità d’imbarco, delle quali la più favorevole in misura intera e l’altra in misura ridotta al 25 per cento. Le indennità supplementari di cui ai precedenti articoli 9, 10 e 11, salvo l’indennità supplementare di comando navale, non sono suscettibili degli aumenti percentuali previsti dall’articolo 5 del regolamento sugli assegni d’imbarco approvato con regio decreto 15 luglio 1938, n. 1156, e successive modificazioni. Ai piloti, agli specialisti e ai paracadutisti che svolgono attività aeronavigante, di volo o di paracadutismo presso comandi, grandi unità, reparti e supporti delle truppe alpine delle armi e dei servizi sono corrisposte in deroga al divieto di cumulo stabilito al primo comma, le indennità di aeronavigazione e di volo e la indennità di cui al secondo comma dell’articolo 3, delle quali la più favorevole in misura intera e l’altra ridotta all’8 per cento. Le indennità indicate al primo comma del presente articolo sono cumulabili con quelle di cui all’articolo 21 della legge 27 maggio 1970, n. 365. L’indennità d’impiego operativo di cui all’articolo 2 spettante agli ufficiali e sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica è sospesa o ridotta solo nel caso di sospensione o riduzione dello stipendio e nelle stesse misure di riduzione previste per quest’ultimo. Nel primo comma dell’articolo 5 delle norme approvate con il regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1302, convertito in legge dalla legge 4 aprile 1935, n. 808, le parole “è sospesa salvo il disposto del successivo articolo 8” sono sostituite dalle altre: “è sospesa o ridotta, nelle stesse misure di riduzione previste per lo stipendio, salvo il disposto del successivo articolo 8”. Le indennità di cui agli articoli 3, 4, 7 e 14, nonché tutte quelle supplementari previste ai precedenti articoli, fermo comunque il diritto all’indennità di cui all’articolo 2, non sono corrisposte al personale in licenza straordinaria, al personale assente dal reparto, dalla nave o dal servizio per infermità quando questa si protrae oltre il quindicesimo giorno e, salvo il disposto dell’articolo 14, al personale che, fruendo del trattamento economico di missione con percezione della relativa diaria, frequenta corsi presso le accademie, le scuole e gli istituti di forza armata o interforze, nonché presso le università o all’estero. Salvo quanto disposto dalla presente legge, le indennità di imbarco, di aeronavigazione, di volo o di pilotaggio vengono corrisposte con le modalità previste rispettivamente dal regolamento sugli assegni di imbarco approvato con regio decreto 15 luglio 1938, numero 1156, e successive modificazioni, e dalle norme approvate con il regio decreto-legge 20 luglio 1934, numero 1302, convertito in legge dalla legge 4 aprile 1935, n. 808, e successive modificazioni. Le misure giornaliere delle indennità stabilite dalla presente legge, nei casi in cui occorra determinarle, sono pari ad un trentesimo di quelle mensili. Le disposizioni della presente legge concernenti le indennità di aeronavigazione, di volo, di pilotaggio e relative indennità supplementari valgono anche, in quanto applicabili, per gli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa dei reparti di volo del Corpo della guardia di finanza e per il personale dei reparti di volo della polizia di Stato in possesso del brevetto militare di pilota, osservatore o specialista o facenti parte di equipaggi fissi di volo o che frequentano corsi di pilotaggio, di osservazione aerea o di paracadutismo”.