Il trascinamento è quel meccanismo che riconosce una “maggiorazione” al personale che abbia percepito nel tempo [1] una indennità operativa superiore a quella operativa di base (mi riferisco alle indennità operative “fondamentali” di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6, primo, secondo e terzo comma, e 7 della legge n. 78 del 1983 [2] – per approfondire leggi qui!). Tale “maggiorazione”, remunerando sostanzialmente il servizio precedentemente prestato dal militare, ha lo scopo di compensare i decrementi economici eventualmente venutisi a creare con il cambio di impiego.

Detto altrimenti … provo a spiegarmi meglio … il militare che:

  • dopo esser stato impiegato in attività di servizio remunerate con indennità operative “speciali” (di importo quindi superiore a quella operativa di base – per approfondire leggi qui!);
  • viene successivamente impiegato in attività che danno diritto alla sola indennità operativa di base, con conseguente diminuzione di reddito,

grazie al meccanismo del “trascinamento” matura il diritto ad una maggiorazione” (da calcolarsi proprio sull’indennità operativa di base percepita) che controbilanci il decremento economico subito.

Chiarito a grandi linee cosa sia il “trascinamento”, tenete presente che:

  • spetta solo ai militari percettori dell’indennità operativa di base [3]. La maggiorazione da “trascinamento“ non può essere quindi corrisposta al personale che già percepisce una indennità operativa “fondamentale” diversa da quella di base (divieto di cumulo);
  • il militare può comunque optare per l’indennità operativa di base “maggiorata“ grazie al “trascinamento”, in luogo dell’indennità fondamentale effettivamente spettante, se più favorevole (diritto di opzione) [4].

Non vado oltre nella speranza di esser stato sufficientemente chiaro e di avervi quindi offerto gli elementi necessari per poter autonomamente approfondire la questione, magari documentandovi da soli con le circolari, le direttive o le sentenze che potete facilmente reperire on line. Avvocatomilitare.com persegue infatti finalità meramente divulgative e, conseguentemente, l’approccio dato anche a questa problematica è necessariamente molto sintetico, non tale cioè da garantire una completa disamina dell’argomento. Ecco perché mi permetto di ribadire ancora una volta quanto sia necessario farsi sempre seguire da un Avvocato o da un Commercialista di fiducia … se pensate poi che rivolgersi a un professionista costi troppi soldi, non avete idea di quanto potrebbe costarvi caro affidarvi a quello sbagliato o provare a fare tutto da soli … pensateci sopra! Ad maiora!

TCGC

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[1]: il periodo massimo da poter riconoscere è pari a 20 anni e il periodo utile ai fini del computo è pari ad 1 anno (per i servizi prestati in condizioni operative diverse, le frazioni inferiori all’anno sono cumulabili fino al raggiungimento dell’anno).

[2]: art. 5, comma 2, del D.P.R. n. 394 del 1995 “Recepimento del provvedimento di concertazione del 20 luglio 1995 riguardante il personale delle Forze armate (Esercito, Marina e Aeronautica)” – Indennità di impiego operativo:“[…] 2. Per il personale che anche anteriormente all’entrata in vigore del presente decreto abbia prestato servizio nelle condizioni di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6, primo, secondo e terzo comma, e 7 della legge 23 marzo 1983, n. 78, le misure di cui alla tabella riportata al comma 1 del presente articolo, sono maggiorate, per ogni anno di servizio effettivo prestato con percezione delle relative indennità e per un periodo massimo complessivo di 20 anni, secondo le percentuali indicate nella tabella VI annessa alla legge 23 marzo 1983, n. 78”.

[3]: l’art. 3, comma 72, della legge n. 300 del 2003 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)”, ha difatti inequivocabilmente chiarito che: “l’articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, si interpreta nel senso che le maggiorazioni ivi previste sono attribuite esclusivamente al personale percettore dell’indennità operativa di base di cui alla Tabella riportata al comma 1 del medesimo articolo 5 […]”.

[4]: la condizione più favorevole da prendere in esame all’atto del passaggio da una ad altra condizione di impiego è quella determinata anche dal rapporto dell’indennità al netto degli oneri fiscali.