Domanda evergreen … cos’è l’anzianità contributiva? Facciamo subito chiarezza iniziando col dire che quando parliamo di problematiche pensionistiche, il punto di riferimento da prendere in considerazione è nella quasi totalità dei casi l’anzianità contributiva che è cosa ben differente dall’anzianità di servizio. Infatti:

  • l’anzianità di servizio è rappresentata dal servizio effettivo prestato. Il relativo computo si effettua, ai sensi dell’articolo 1847 del Decreto Legislativo n. 66 del 2010 “Codice dell’Ordinamento Militare” (cosiddetto COM), “dalla data di assunzione del servizio sino a quella di cessazione dello stesso(espresso in giorni, mesi e anni);
  • l’anzianità contributiva è, invece, il cosiddetto “servizio utile” ai fini pensionistici che è un dato fondamentale sia per determinare l’anzianità per conseguire il trattamento di quiescenza (cioè il quando si potrà andare in pensione), che per quantificare la misura del trattamento stesso (cioè il quanto si riceverà di pensione). Il relativo computo è il risultato della somma tra il servizio effettivo – di cui al precedente alinea –, le “maggiorazioni” previste dalla vigente normativa [1] [2] per la natura dei servizi svolti e/o la permanenza presso determinate Unità/Enti [3] (fino a un massimo di 5 anni [4]), gli eventuali riscatti di servizio, nonchè la riunione, il computo o la ricongiunzione di eventuali periodi di lavoro comunque prestati.

Non vado oltre: avvocatomilitare.com persegue infatti finalità meramente divulgative e, conseguentemente, l’approccio dato a questa problematica è necessariamente molto sintetico, non tale cioè da garantire una completa disamina dell’argomento. Ecco perché mi permetto di ribadire ancora una volta quanto sia necessario farsi sempre seguire da un Avvocato o da un Commercialista di fiducia … se pensate poi che rivolgersi a un professionista costi troppi soldi, non avete idea di quanto potrebbe costarvi caro affidarvi a quello sbagliato o provare a fare tutto da soli … pensateci sopra! Ad maiora!

TCGC

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[1]: secondo quanto previsto dall’articolo 1849 e seguenti del COM.

[2]: considerate che gli aumenti del periodo di servizio, nel limite massimo di cinque anni complessivi, per effetto delle maggiorazioni, comporteranno esclusivamente una maturazione anticipata dei requisiti per l’accesso alla pensione, nulla di più.

[3]: al netto dei periodi di assenza per infermità non dipendente da causa di servizio, licenza straordinaria di qualunque tipologia o di frequenza di corsi presso Accademie, Scuole e Istituti di Forza Armata.

[4]: articolo 5 del D. Lgs. n. 165 del 1997 titolato “Computo dei servizi operativi e riconoscimento dei servizi prestati preruolo che, al 1 comma, prevede che “gli aumenti del periodo di servizio […] computabili ai fini pensionistici, non possono eccedere complessivamente i cinque anni.