Stiamo entrando in un terreno scivoloso, in quanto molto tecnico … non me ne vogliano i colleghi giuristi … ma devo farmi capire da tutti, anche da chi non ha un’adeguata preparazione legale perché ha fatto altro e non ha molto tempo da dedicare allo studio e, soprattutto, è arrivato ormai alle soglie della pensione.

Quando parliamo del beneficio dei “sei scatti stipendiali” che vengono attribuiti al militare all’atto del congedo, facciamo riferimento a due distinti meccanismi che incidono sul trattamento pensionistico, ovverosia:

  1. la maggiorazione della base pensionabile prevista dall’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 165 del 1997 “Attuazione delle deleghe conferite […] in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché del personale non contrattualizzato del pubblico impiego” che consiste in “sei aumenti periodici di stipendio […] attribuiti, in aggiunta alla base pensionabile […], all’atto della cessazione dal servizio da qualsiasi causa determinata, con esclusione del collocamento in congedo a domanda [1]”;
  2. la rivalutazione dello “stipendio” (che è la base di calcolo del Trattamento di Fine Servizio – per approfondire leggi qui!) prevista dall’articolo 1911 del Decreto Legislativo n. 66 del 2010 “Codice dell’Ordinamento Militare” (cosiddetto COM) ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio, [nella misura] di sei aumenti periodici di stipendio, in aggiunta a qualsiasi altro beneficio spettante”. Preciso che tale beneficio spetta attualmente solo a chi lascia il servizio per limiti di età (per approdondire leggi qui!), per permanente inabilità al servizio incondizionato. Al personale delle Forze di polizia a ordinamento militare continua invece ad applicarsi un meccanismo similare previsto all’“articolo 6-bis, del decreto legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987, n. 472” (articolo 1911, comma 3, del COM).

Spero di esser stato sufficientemente chiaro e di avervi dato gli elementi necessari per poter approfondire meglio il problema per conto vostro. Avvocatomilitare.com persegue infatti finalità meramente divulgative e, conseguentemente, l’approccio dato a questa problematica è necessariamente molto sintetico, non tale cioè da garantire una completa disamina dell’argomento. Ecco perché mi permetto di ribadire ancora una volta quanto sia necessario farsi sempre seguire da un Avvocato o da un Commercialista di fiducia … se pensate poi che rivolgersi a un professionista costi troppi soldi, non avete idea di quanto potrebbe costarvi caro affidarvi a quello sbagliato o provare a fare tutto da soli … pensateci sopra! Ad maiora!

TCGC

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[1]: il beneficio dei sei scatti può comunque essere attribuito anche “al personale che cessa dal servizio a domanda previo pagamento della restante contribuzione previdenziale […], calcolata in relazione ai limiti di età anagrafica previsti per il grado rivestito” (art. 4, comma 2, del D. Lgs. n. 165 del 1997).